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San Gottardo-V Alpini-Passo Zebrù-Santa Caterina

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Itinerario automobilistico

Arrivare sino all'abitato di Sant'Antonio, sulla statale 38. Proseguire per San Gottardo. Lasciare l'auto e... camminare.

Itinerario San Gottardo-Val Zebrù-Rifugio V Alpini-Passo Zebrù-Rifugio Pizzini-Santa Caterina
Tempo richiesto 8-9 h
Attrezzatura necessaria Scarponcini, indumenti per ricambio ed abbigliamento per alta montagna (3000mt)
Difficoltà generale 6 su 10 Itinerario lungo ma godibilissimo. Un breve tratto (ottimamente protetto) difficile presso il passo Zebrù.
Note

Salita: +3.187 / -2.854 30,49 km

San Gottardo-V Alpini-Passo Zebrù-Santa Caterina


Everytrail

Escursione lunga (più di 30 km) su terreni in gran parte facilmente percorribili ad eccezione di alcuni tratti che vedremo in seguito. La prima questione che dobbiamo valutare è se dividere l'uscita in 1 o 2 giorni. Nel nostro caso si opta per la 2 giorni, con sosta al rifugio V Alpini. (9 h sono comunque fattibilissime nella medesima giornata). Visto il tempo a disposizione scegliamo di intraprendere l'ascensione da San Gottardo (..e non dall'usuale posteggio a Madonna dei Monti) aggiungendo 1 oretta di salita al tutto. La strada sale facile e la pianeggiante val Zebrù si avvicina lesta. (foto 1-2)

foto1

foto2

In circa 3 orette a passo tranquillo, ci troviamo alla Baita del Pastore, ai piedi del tratto più impegnativo della magnifica val Zebrù. (video 1) La vista verso il rifugio V Alpini (foto 3) ci infonde nuova carica e dopo una breve sosta ci lanciamo alla conquista :-) Da questo punto l'itinerario guadagna rapidamente metri in altitudine. (foto 4-5) La fatica potrebbe far capolino, ma l'ambiente è stupendo fra le vette del gruppo dell’Ortles-Cevedale.

Video 1

foto3

foto5

Dopo 5 h il rifugio è raggiunto. Consigliamo vivamente una rapidissima ascesa verso i ghiacciai sovrastanti. (video 2) Magnifico colpo d'occhio su Gran Zebrù, Punta Thurweiser etc. etc. emozioni uniche. Se il versante nord offre moltissimo alla nostra vista ed alle nostre possibilità escursionistiche, così anche girandoci a sud, il colpo d'occhio è scioccante. Facilmente riconoscibile il monte Confinale ed il bivacco Del Piero, la mattinata successiva, al nostro risveglio, splendidamente coperto di soffice e fresca neve! (30 agosto) (foto 6) (video 3)

video 2

foto5

foto6

 

video 3

foto7

Come detto, la mattina successiva al nostro pernottamento alla V Alpini ci accoglie splendida nevicata notturna. Il cielo parzialmente nuvoloso ci aiuta alla cattura di splendide immagini fotografiche. Di buona lena puntiamo verso il nostro prossimo obiettivo, il passo Zebrù, valico a 3000mt che porta verso la valle dei Forni e successivamente verso Santa Caterina. Dai 2800mt del rifugio scendiamo di quota sino a 2600 su sentiero ben segnalato, per poi risalire a strappi verso il valico. (video 4) Dopo soli 30 minuti dalla partenza (con bel tempo meteorologico) una veloce perturbazione ci investe completamente. Il paesaggio si fa bianco ed ovattato. (video 5) Sensazioni irripetbili. Siamo gli unici escursionisti in zona e gli stambecchi approvano il tutto. :-)(foto 8-9)

video 4

video 5

foto8

foto9

 

Siamo ai piedi del tratto più impegnativo e la neve scende copiosa. (video 6-7) Inutile dire che le maledizioni ai miei riguardi si susseguono incessanti! :-) Dai 2800mt sino ai 3000mt la salita è abbastanza difficoltosa per raffiche di vento e neve. La via è comunque ben visibile. Dal passo scendiamo alla Pizzini in breve tempo ed il sole riappare magicamente. :-)

video 6  video 7

 

foto10

 

foto11

Finalmente un pò di calore sulle stanche membra. :-) Il ghiacciaio dei Forni si apre in tutto il suo splendore (foto 12-13) e rende meno problematico il lungo tragitto verso Santa Caterina. Sicuramente più noioso del restante itinerario. Dopo 9 h e 30 km siamo a destinazione. Mal di gambe ed acciacchi vari ci confermano la lunghezza del tragitto e la sua difficoltà.

foto12

 

foto13

Non ci resta che augurarVi buona vacanza

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